Egli correva con il fiatone. Egli aveva il volto segnato dalla fatica. Egli sudava. Egli, agli occhi di un altro egli, poteva risulatare ripugnante ma egli, il primo egli, era forse il nostro desiderio di essere egli? Poi arriva uno e spara ad egli. Allora egli è morto. Per fortuna sei o sette egli di C.S.I. indagano e scoprono un'impronta digitale e un egli di C.S.I., quello interpretato dall'attore Carmine Giovinazzo (che con quel nome è un egli americano come me) dice: "Sparare uccide"... poi parte la sigla e ci sono gli egli con la musica che è bella perchè ha ritmo. Poi si indaga e trovano il colpevole... egli ha ucciso egli. Avete capito il senso di questa storia? "No", rispose egli passandosi la mano sul mento. Ma allora cosa siamo? Siamo egli... tanti egli in un unico egli che gli antichi chiamavano Gullor e che noi conosciamo come quel sentimento detto citofono.
(Se leggete una riga sì ed una no, la storia appena letta, continua a non avere senso).
Ora l'episodio odierno dell'arrotino. I testi sono miei; i disegni sono di Emiliano Mattioli.

Ribadisco che i testi sono miei; i disegni sono dell'ottimissimo Emiliano Mattioli.
P.S.: l'arrotino torna la settima prossima con un nuovo episodio.
P.P.S.: in onore dei cinquant'anni di carriera di Little Tony segnalo questa foto QUI.